Leggenda: Il lago dell’Uomo – Prali, Val Germanasca

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Sopra al paesino di Prali, in Val Germanasca, si trova, a 2.300 metri di altitudine, l’altopiano dei Tredici Laghi. È davvero un posto incantevole, un ampio pianoro incorniciato dalle vette. Qui, attraverso facili sentieri, è possibile raggiungere numerosi laghetti alpini. Un tempo gli specchi d’acqua erano tredici, e da qui il nome della località, ma oggi alcuni sono scomparsi. Vi garantisco comunque che vale davvero la pena di venire fino a qui!
Quello di cui vi racconto oggi è uno dei più grandi e belli: il Lago dell’Uomo. Dietro al suo nome c’è una leggenda un po’ triste che parla di amore, compassione e coraggio.

Tanto tempo fa un cavaliere, figlio di un nobile della pianura, mentre andava a caccia si ritrovò presso le sponde di questo lago. La superficie era gelata e proprio in mezzo, su un grosso blocco di ghiaccio, vide una ninfa bellissima. Il suo cuore iniziò a battere forte e, innamorato perdutamente, cercò di raggiungerla. Appena mise un piede in acqua, in un istante si trasformò in un blocco di ghiaccio che galleggiando si unì agli altri.

La notizia della sfortunata sorte del giovane si sparse presto per tutto il reame e il figlio del re, sentendo dell’incredibile bellezza della ninfa del lago, decise di partire per Prali. Quando il suo sguardo incontrò quello della ninfa, fu amore a prima vista. Anche la bella fanciulla si innamorò perdutamente di lui e, tra le lacrime, gli raccontò che era prigioniera del lago e che solo un uomo avrebbe potuto salvarla. Purtroppo, però, tutti quelli che ci avevano provato si erano trasformati in blocchi di ghiaccio, così lo supplicò di non entrare in acqua.

Il principe, però, aveva sentito parlare di una razza di pecore del Tibet che erano in grado di resistere alle temperature più basse. Deciso a non rinunciare al suo amore, partì per il lungo viaggio. In quelle terre lontane comprò un intero gregge di pecore, ma molte non sopravvissero e al suo ritorno soltanto due animali erano ancora con lui.

Il giorno dell’impresa, sulle rive del lago si riunì l’intera corte e persino il re in persona. La ninfa attendeva con impazienza l’arrivo del suo salvatore che era appena salito in groppa a una pecora mentre teneva l’atra per le briglie. I due resistenti animali permisero al principe di arrivare fino al centro del lago dove la fanciulla si gettò tra le sue braccia, colma di amore e riconoscenza. Quando entrambi, sani e salvi, misero piede a terra, la folla scoppiò in un urlo di gioia.

Nell’acqua del lago, però, una delle due pecore era rimasta indietro e iniziò ad annaspare belando disperatamente. Il principe non ebbe cuore di lasciar annegare la bestiola che gli aveva permesso di raggiungere la felicità, così si lanciò in acqua in groppa all’altra pecora. Una volta raggiunto l’animale in pericolo lo abbracciò, ma subito il maleficio del lago fece effetto e i tre colarono a picco. La ninfa lanciò un urlo di disperazione e si gettò anch’essa in acqua. Quel giorno, sulla superficie del lago stregato comparirono quattro nuovi blocchi di ghiaccio. Ancora oggi si dice che, in certi giorni, sul fondo del lago si veda un’ombra con la forma di un uomo abbracciato a un animale.

Come arrivare qui:
Da Pinerolo seguite le indicazioni per la Val Chisone e poi per Prali, in Val Germanasca. Per raggiungere i 13 laghi in estate potete prendere la comoda seggiovia che vi porta in quota. Oppure, se siete dei buoni camminatori, prendere uno dei sentieri che vi porteranno fino allo splendido altipiano.

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