Bric di Bandì – Luserna San Giovanni

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Eccomi di nuovo qui per raccontarvi un po’ di storia sul condottiero valdese Gianavello, che vedete qui con me e che oggi mi condurrà tra i ripidi sentieri di un posto che lui conosce come le sue tasche, il Bric di Bandì, ovvero il promontorio dei banditi.

Da dove partiamo, Gianavello?
“Seguimi, Valdesina, partiamo proprio da casa mia, al Liorato, conosciuta oggi come la Gianavella. Da qui saliamo su per i ripidi pendii, fino ai boschi tra Rocca Budet e Rocca Bera.”

Che magnifica vista sulla pianura che si vede da qui!

Dovete sapere che, il nome del Bric di Bandì, però, non deriva da Gianavello e i suoi ma, secondo documenti dell’epoca, era già conosciuto con quel nome in precedenza, probabilmente in quanto luogo di rifugio di altri banditi in tempi più lontani, che avevano eletto questi luoghi aspri e ricchi di nascondigli, come loro base.

“Eccoci qui, Valdesina, da questo luogo, come puoi vedere, si può controllare sia Luserna che il vallone di Rorà in modo da non farsi sorprendere dai nemici e avere il tempo di correre verso i rifugi nella gola dell’Eidù dove si trovano la Balma dei Banditi e il Pertüs dei Banditi, due anfratti scavati nella roccia e difficilmente accessibili che hanno permesso a me e ai miei uomini di nasconderci nei momenti più difficili.”

“Ora scendiamo, voglio passare dalla borgata Tribulet, un piccolo gruppo di case che ho usato come rifugio e nascondiglio per la refurtiva accumulata durante le incursioni in pianura. Ma tu ci sei già stata, qui, vero? Allora, su, ritorniamo alla Gianavella!”

L’amore per i propri luoghi di origine e la conoscenza di ogni albero, roccia o dirupo furono fondamentali per tutte le strategie di guerriglia che permisero a Gianavello e ai banditi valdesi di portare avanti una strenua resistenza fino al 1664, quando furono costretti all’esilio. Ma di questo vi racconterò un’altra volta!

Come arrivare qui:
raggiungete il centro di Luserna San Giovanni, in Val Pellice. Di qui, seguite le indicazioni per Rorà e in breve, dopo aver attraversato il torrente Pellice e oltrepassato l’abitato detto Luserna Alta, proseguite. Alla vostra destra vedrete un cartello giallo indicante “Gianavella”, seguite le indicazioni fino ad arrivare in loco. Da dietro l’abitazione di Gianavello parte un sentiero nei boschi. Seguite le tracce bianche e rosse che vi porteranno a un gruppo di case. Da qui il sentiero si inerpica a destra su per il bosco. Tenete gli occhi aperti per non perdere i segnali e preparatevi ad alcuni tratti molto ripidi!